martedì 20 ottobre 2015

Libri per bambini, noi leggiamo perché...

Posso affermare con naturalezza che, fra le cose che mi entusiasmavano di più del diventare mamma, c'era il fatto di poter leggere di nuovo quelle bellissime storie per bambini che avevano letto a me e che io avevo successivamente letto da sola. E condividere questi momenti con mio figlio, prima recitando per lui di mondi fantastici, poi stuzzicando la sua curiosità e infine consigliandogli libri che io avevo trovato meravigliosi alla sua età. La libreria di mio figlio, che ha solo due anni, è già zeppa di libri, trovati al mercatino, regalati e riesumati dagli scatoloni di casa dei miei.

Quello della lettura è un mondo che mi appartiene, e un po' anche quello della scrittura (fra i progetti che ho in testa in attesa c'è anche la realizzazione di qualcosa di scritto e illustrato per bambini). Trovo che sia utile ad un sacco di cose ed estremamente piacevole! Ho letto assiduamente fin da piccola, divorando storie di tutti i tipi (adoravo la collana degli Istrici, che forse in tanti conosceranno) e, crescendo, ho setacciato tutte le librerie di casa per finire a leggere anche i libri che avevano già letto i miei genitori, anche loro assidui lettori. E infine, ho iniziato a passarli io a loro.
Il mio compagno è altrettanto appassionato di libri, di letteratura anche e soprattutto di cinema, ma lui è allo stadio successivo, è anche scrittore e sceneggiatore.

Insomma, se mi fossi trovata con un figlio che odia i libri, sarebbe stato un trauma!
In realtà Leonida è molto attratto da questi tomi che io e papà proteggiamo con tanta cura e da quelli più piccoli a lui dedicati, pieni di colori e figure. Ma non ha pazienza, come in tutte le altre cose. Stare fermo a leggere un libro è per lui una cosa impossibile per più di due minuti d'orologio (nei quali ha già girato ottocento volte tutte le pagine, senza lasciarmi il tempo di leggere neanche una riga). Pazienza, crescerà e questa curiosità evolverà in qualcosa di più.

Il nostro pediatra ci ha sempre sottolineato l'importanza di leggere fin dalla nascita e soprattutto dai sei mesi. Nella teoria mi ha trovata d'accordo, la pratica è un'altra storia. Con Leon, ai cinque minuti di lettura ci siamo arrivati adesso che ha due anni. Però, nei nostri metodi di approccio e nei nostri tentativi di avvicinarlo ai libri, ha ricevuto lo stesso gli stimoli giusti.

Vorrei quindi dare qualche spunto:
  1. Si può tranquillamente iniziare a leggere dalla nascita. Il neonato non ha ancora una vista perfettamente sviluppata, quindi non serve che veda le immagini del libro, ma apprezzerà che la mamma gli legga con voce dolce, soprattutto brevi filastrocche o ninne nanne cantate (uniremo così la musica alla parola scritta). La voce della mamma l'ha già conosciuta nell'utero e ascoltarla in questo nuovo e strano mondo lo farà sentire al sicuro.
  1. Dai 6 mesi, quando il bambino inizia a stare seduto meglio e interagire con più abilità con gli oggetti che lo circondano, sono fantastici quei piccoli libri di stoffa con diverse attività sensoriali. Da un lato sarà incuriosito dalle consistenze, le immagini semplici e colorate e i suoni, dall'altro inizierà a prendere confidenza col concetto di 'libro' e di 'pagina', che si apre, si chiude, si sfoglia.
  2. Successivamente si può passare ai cartonati, libri con pagine spesse e robuste per resistere ai maltrattamenti. Scegliete storie brevi, filastrocche, rime e suoni onomatopeici perché la musicalità della voce ha ancora molta importanza quando è presto per capire solamente i concetti espressi. Sono perfetti i libri che contengono oggetti e situazioni conosciuti (la pappa, il bagnetto, il gatto o il cane col quale vive il piccolo, i giocattoli...) perché il bambino li riconoscerà e sarà più attratto dalla storiella che gli racconteranno questi oggetti.
  3. Via via che crescerà, assecondando il carattere unico di ognuno, potremo proporre favole più lunghe e complesse, finché non sarà lui a chiedere quello che gli piace di più.
  4. E' importante scegliere il momento giusto per la lettura. E' un'attività tranquilla e i bambini hanno bisogno di scaricare energie prima di dedicarsi ad attività 'intellettive'. Viene prima il corpo e poi la mente, mi disse una bravissima dottoressa. Quindi non pretendiamo attenzione per esempio al mattino appena svegli, perché quello è il momento di agire, correre e fare confusione! Scegliamo il tardo pomeriggio, dopo le attività all'aperto, oppure la sera prima di dormire.
  5. Ultimo consiglio: calatevi nella storia, entrateci dentro insieme a vostro figlio, leggetela dall'interno, dal bosco degli scoiattoli, dal castello delle fate. Esclamate, urlate, ridete, arrabbiatevi come se foste voi i personaggi della storia. Non leggete come se fosse il rogito di casa!

Infine, quali che siano le vostre abitudini di genitore e le vostre scelte per i figli, ricordate che per insegnare ad amare qualcosa dobbiamo amarla noi per primi. Un bambino che vede un genitore leggere sarà incuriosito da questa attività che mamma e papà trovano tanto interessante e vorrà fare lo stesso. Buona lettura a tutti!

Questo post partecipa a #mammealnaturale (tema di Ottobre 'Libri per bambini, noi leggiamo perchè...')


giovedì 23 luglio 2015

Giochi per bambini in estate, idee economiche ed ecologiche

Luglio, il mese più caldo dell'anno. E, in questo particolare Luglio, un caldo veramente insopportabile! Così ci si ritrova a tapparsi in casa come in inverno, col problema di come far passare il tempo ai bambini.

Noi abitiamo in collina, qui è fresco e ventilato. Siamo fortunati e i giorni e gli orari in cui davvero tocca chiudersi dentro sono pochi. In quei momenti si scatena il panico da prestazione: riuscirò ad inventarmi qualcosa per evitare la crisi isterica da noia di Leonida?
Chi come me ha un figlio maschio, soprattutto nella fascia di età denominata 'terrible two', sa a cosa mi riferisco. I maschietti, non tutti ma la maggior parte, sfiancano fisicamente! Devono sempre fare, e fare pesante! Più i giochi sono faticosi e pesanti, più c'è soddisfazione! Si arriva a sera che neanche la maratona di New York! E allora, ecco una carrellata di idee, dalle più tranquille (per fiocchi rosa o bimbi-angioletto) alle più strong (per gli sfacchinatori come il mio), soprattutto per i bimbi più piccoli, visto che questa è la mia esperienza. In futuro mi verranno altre idee...

DISEGNO
Ok, è un classico, ma perché non aggiungere fantasia? Noi per esempio abbiamo un frigorifero non incassato, sul quale si può scarabocchiare coi pennarelli lavabili e con un colpo di spugna va via tutto (essendo lavabili anche dalle mani, faccia, vestiti...). Oppure avete pensato di adibire un'area del muro della cameretta per questo scopo? Esistono pitture lavagna che si stendono sul muro e poi vai di gessetti! E infine, per i più grandicelli, ricordo un'attività che ci facevano fare a scuola: un foglio bianco, un'immagine presa da un giornale incollata al centro, che occupi poco spazio, e intorno ci si può disegnare tutto quello che si vuole, immaginando il resto della scena.

PASTA DI BICARBONATO
Le ecomamme hanno sempre del bicarbonato in casa. Ho trovato questa ricetta per pasta da modellare su diversi siti e mi è piaciuta tantissimo! E' ecologica, economica, veloce da fare e bianchissima!!!
Si prendono 2 parti di bicarbonato (bicchiere, tazza, tazzina... a seconda della quantità finale che si vuole ottenere), una parte di amido di mais (maizena) e una parte e mezzo di acqua. Si mescola tutto in un pentolino, meglio se antiaderente, si mette sul fuoco qualche minuto finché non si forma una palla che si stacca dalle pareti. A quel punto si lavora un po' con le mani ed è pronta. Volendo si può colorare con alcune gocce di colorante alimentare.
Ci si può creare qualsiasi cosa, dalle statuette di varie forme, alle formine coi tagliabiscotti, anche da appendere. E se finisce in bocca, di sicuro non è tossica!

IL FALEGNAME
I maschietti, ma anche le femminucce più creative, saranno contenti di usare i 'giochi' del papà. Un'asse di legno nella quale avremo ricavato dei buchi con dei bulloni e dadi da infilare o avvitare, oppure dei catenacci da aprire e chiudere, saranno una divertente occupazione per i bimbi più piccoli, mentre alcuni grossi chiodi piantati per metà e un martello saranno uno sfogo per quelli con già qualche abilità in più. Naturalmente sotto supervisione per evitare la distruzione della casa e l'uccisione del gatto.

I TRAVESTIMENTI
Soprattutto le bambine saranno contentissime di ribaltare un po' l'armadio della mamma. Senza bisogno di tirare fuori l'abito firmato che abbiamo comprato per il matrimonio di nostra sorella; una gonna larga, una maglia lunga, cinture e nastri, renderanno ogni bambina una principessa. E magari approfittiamo per far pulizia delle cose che non usiamo più.

IL TRASLOCO
A Leonida piacciono i lavori pesanti e trasportare oggetti per la casa è una delle sue attività preferite. Il nonno gli ha costruito una carriola della sua misura, sulla quale carica bottiglie dell'acqua, pentole, i suoi giochi e li porta di qua e di là. Se non abbiamo la carriola, un lenzuolo piegato a sacchetto o una borsa della spesa di stoffa da trascinare saranno ugualmente soddisfacenti. Come mi disse una dottoressa molto in gamba: 'l'importante è che gli oggetti da trasportare siano al limite del trasportabile, molto grandi o pesanti'. Ai maschietti piace così!
E poi sul lenzuolo ci si può anche sdraiare quando si è stanchi e farsi trasportare dalla mamma...

AIUTIAMO LA MAMMA
Infine, una cosa che piace a tutti i bambini, è aiutare a fare i lavori di casa, quelli veri, non con i giocattoli. Perché ai bambini piacciono le cose vere, quelle che vedono usare da mamma e papà. E vogliono imitare, perché è così che imparano. E allora, siccome, caldo o freddo, estate o inverno, certe cose tocca farle lo stesso, facciamoci aiutare. Che ne so, a dividere i vestiti da mettere in lavatrice e poi avviare il ciclo, pulire i vetri delle porte finestra (basta acqua e un panno in microfibra per essere ecologici e non intossicare nostro figlio), apparecchiare la tavola...
Ci metteremo tre volte il tempo necessario, ma l'espressione di soddisfazione stampata sul faccino di nostro figlio quando gli diremo 'grazie' e capirà di averci aiutato, sarà impagabile!

Questo post partecipa a #mammealnaturale (tema di Luglio 'Giochi per bambini in estate, idee economiche ed ecologiche').


domenica 21 giugno 2015

Soluzioni ecologiche per crescere i nostri bambini

Nel corso degli anni sono diventata sempre più attenta all'ecologico e al naturale, così, mentre aspettavo l'arrivo di Leonida, spulciavo pagine su pagine di siti internet dedicati per capire come avrei potuto applicare il concetto di ecologia alla maternità, dato che sembra sempre che i neonati vadano indissolubilmente in compagnia di un sacco di accessori. Inoltre non navigavamo nell'oro, quindi mi interessava anche risparmiare.

La prima certezza assoluta che avevo era che avrei usato i pannolini lavabili. Già mi disturbava l'idea di buttare qualche assorbente piccolino una volta al mese (ora uso la coppetta mestruale), figuriamoci una dozzina di pannolini al giorno, molto più grandi, per mesi e mesi interi! No! Lo faceva mia nonna, non vedo per quale motivo non avrei dovuto farlo io, con l'ulteriore dono della tecnologia che è la lavatrice. Ho scelto i prefold, per il prezzo contenuto e per la maggiore facilità di piegatura rispetto ad altre tipologie economiche come i muslin. Non mi sono mai pentita! Anzi, ne sono rimasta talmente entusiasta che ho provato a cucirne da sola (anche di diverso tipo) con l'idea di venderli e arrotondare un po'. Non sono mai andata oltre i prototipi per motivi di tempo. Ma non escludo di riprenderli in mano.

Altra cosa che ho subito trovato fra l'inutile e il dannoso, sono stati i prodotti cosmetici. A quanto pare ad un neonato sono assolutamente indispensabili uno shampoo e bagnoschiuma appositi, una crema all'ossido di zinco, oli dopobagno, cremine varie lenitive piuttosto che idratanti, talco, ecc ecc ecc... Tutte cose che ho naturalmente trovato in pacchi regalo che mi sono arrivati e che ho prontamente cambiato in negozio con una spugna naturale, qualche vestitino e cose più utili. Con Leonida ho usato solo acqua, amido di riso, sale integrale, pochissimo sapone naturale, olio di mandorle e per le irritazioni da pannolino (rarissime) olio di girasole con qualche goccia di lavanda. Continuo così a 20 mesi. Inoltre mi sono messa a saponificare, cosa che mi diverte molto e che sta pian piano interessando anche tutto il resto dei prodotti di casa, a partire da quelli per la cura del corpo fino ai detersivi. Sono sulla via dell'annullamento completo di robaccia inquinante e che fa malissimo a chi se la mette addosso.

Parlando di scelte ecologiche per crescere i nostri bambini, oltre alle due cose principali che ho menzionato, mi vengono da aggiungere l'allattamento al seno e l'autosvezzamento con cibi casalinghi. Sembrano non c'entrare nulla, invece sono due cose che hanno effetti secondari sull'ambiente se non vengono attuati come scelta consapevole. Pensiamo solo a quanta spazzatura producono i cibi per l'infanzia e a quanta energia si utilizza per produrre e consumare questi cibi. Più accessori vari che seguono e che finito il loro ciclo se ne andranno in un bel bidone. L'allattamento al seno e l'autosvezzamento garantiscono, oltre ad una miglior salute per nostro figlio, anche un minor impatto ambientale. Ma di questi argomenti avrò modo di parlare più in dettaglio in altri post.

Per ultima cosa penso ai vestiti, giocattoli e accessori. Un mare infinito di cose che finiranno in buona parte nella spazzatura e solo in minima parte a qualche altro bambino. I vestitini si possono prendere anche usati e in ogni caso per i primi mesi basta davvero pochissimo perché un neonato non si sporca di sicuro come un bambino di due anni! I giocattoli nella migliore delle ipotesi verranno considerati solo per pochissimo tempo e poi messi da parte, perché gli oggetti di uso comune sono enormemente più interessanti (e come dargli torto?). Gli accessori utili sono davvero pochissimi.

Quindi, in definitiva, con questo post vorrei invitare ad una maternità più consapevole nel rispetto dell'ambiente e anche dei nostri bambini, perché tante cose che faremmo per abitudine, se ponderate, fanno la differenza. E credo che, al contrario di quello che si potrebbe pensare, questo tipo di scelte non complichi la vita, ma la riduca all'essenziale e la semplifichi.

Questo post partecipa a #mammealnaturale (tema di Giugno 'Soluzioni ecologiche per crescere i nostri bambini')